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l'Ernesto Newsletter n.88 - 15 Settembre 2009

Vi invitiamo a leggere e diffondere questo testo, presentato da compagne/i dell’area politico-culturale de l’Ernesto al Comitato Politico Nazionale del PRC del 12-13 settembre 2009, come contributo al dibattito dei comunisti e dei militanti politici e sindacali della sinistra anticapitalistica, dentro e fuori il partito.

Federazione e unità dei comunisti, i nostri compiti

A un anno dalle manifestazioni più plateali della crisi i governi emettono dichiarazioni rassicuranti. Ma in Italia vi è il ricorso alla cassa integrazione, che comunque non può essere infinita, e si prevede un’ondata massiccia di licenziamenti (tra 700.000 e 1 milione entro il 2010, in Italia). Nel complesso i governi dei paesi capitalistici sono riusciti sinora ad affrontare la crisi senza particolari contraccolpi politici, né particolari esplosioni di tensioni sociali, sono riusciti ad essere egemoni.

Questa egemonia non è però assoluta. I lavoratori della INNSE, grazie ad una resistenza compatta e all’adozione di una forma di protesta radicale e comunicativa sono riusciti a spuntarla e a dare il segnale che si può contrastare il piano padronale e resistere. Le proteste sui tetti dei capannoni delle fabbriche si sono moltiplicate e sviluppate in diverse altre situazioni e si sono estese anche al settore dei precari della scuola. 

Le proteste sociali tuttavia non si generalizzano, non danno vita a grandi movimenti di lotta capaci di imporre indirizzi diversi alla politica del governo, anche se lo spettro di un nuovo ‘autunno caldo’ agita i sonni della borghesia. Da qui pure il tentativo di Confindustria di integrare nelle sue compatibilità anche i settori più moderati della CGIL. Ciò mette in luce la particolare debolezza del movimento dei lavoratori italiano, al quale manca un sindacato di classe in grado di coordinare e generalizzare resistenze e lotte, e un partito comunista capace di dare ad esse uno sbocco politico a partire da forme di nazionalizzazione o di controllo pubblico sulle grandi imprese che smantellano, smobilitano, licenziano o delocalizzano la produzione. Leggi tutto

Questo il testo di un ordine del giorno che lancia un appello per una manifestazione per il ritiro dei soldati italiani dall’Afghanistan, approvato dal Cpn

 Per un movimento di massa contro la guerra ed il ritiro immediato delle truppe dall’Afghanistan 

Su questi ed altri temi, articoli ed approfondimenti sul sito www.lernesto.it

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