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l'Ernesto Newsletter n.86 - 11 Luglio 2009 - Speciale Iran

Inviamo questo speciale sulle elezioni in Iran e sul dibattito apertosi anche perché pensiamo che, in presenza di eventi così delicati e complessi, il primo compito sia quello di cercare di capire e comprendere i fenomeni e le posizioni in campo. Senza caricature e senza dover per forza “tifare” per una delle posizioni oggetto del confronto. I grandi mezzi di informazione, a partire da quelli radiotelevisivi fino ai grandi giornali italiani, non hanno affatto avuto quest’approccio, indispensabile per comprendere cosa accade in un paese tanto diverso dai nostri canoni culturali e  politici. E da questo punto di vista non sono stati da meno, purtroppo, i giornali o i siti che fanno riferimento alle forze di sinistra nel nostro paese. Sul sito de l’Ernesto abbiamo invece cercato di presentare contributi e materiali che, pur essendo di diversa provenienza ed essendo tutti insospettabili di amicizie e simpatie nei confronti del presidente iraniano, si sono staccati dal coro, fornendo un punto di vista diverso e, secondo noi, più completo e complesso rispetto a quanto stesse accadendo. Lo ripetiamo ancora una volta: il compito dei comunisti di fronte a vicende come queste, non è quello di parteggiare o tifare, ma quello di cercare di comprendere, guardando alla complessità ed alla problematicità delle cose. Solo quest’approccio ci permette, infatti, di poter capire come mai presidenti di governi progressisti latinoamericani, il cui orientamento ideologico ed il cui modello di società è decisamente distante da quello di Teheran, hanno con forza preso le distanze dalla campagna mediatica di criminalizzazione in atto.

Buona lettura.

 La sinistra e l'Iran - un articolo di Fosco Giannini e Mauro Gemma, su La Rinascita della Sinistra, settimanale del PdCI

Anche se non ne condividiamo l’impianto dichiaratamente filo-occidentale, invitiamo alla lettura di questo commento editoriale di Barbara Spinelli (La Stampa, 28 giugno 2009) che fornisce alcuni utili criteri interpretativi per capire la natura dello scontro politico e sociale che si svolge oggi in Iran, al di là di luoghi comuni superficiali e manichei – diffusi malauguratamente anche a sinistra – che impediscono di comprendere la diversa natura delle forze in campo e dei rispettivi riferimenti internazionali.

 Quali sono le forze che si scontrano in Iran?
Iran: Chavez sostiene Ahmadinejad

(ASCA-AFP) - Caracas, 17 giu - Come previsto il leader del Venezuela, Hugo Chavez, ha dato il suo sostegno al presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad dopo la sua vittoria elettorale definendo le proteste in atto a Teheran come la parte di una ''campagna diffamante'' sostenuta dai Paesi stranieri. Il Venezuela ''esprime la propria ferma opposizione alla terribile e ingiustificata campagna'' condotta ''dall'esterno'', ha spiegato una nota dal ministero degli Esteri. Gli attacchi cercano di ''infiammare il clima politico'', ha affermato il ministero. Poco dopo il risultato elettorale, Chavez ha telefonato all'omologo iraniano felicitandosi per la sua vittoria. ''E' una vittoria grande e importante per i popoli che lottano per un mondo migliore'', aveva affermato Chavez al telefono.

Lula: Regolari le elezioni in Iran

Il Presidente brasiliano Lula da Silva ha riconosciuto la validità del risultato delle elezioni tenutesi in Iran, dove Ahmedinejad è stato rieletto con ampio margine. Lula ha fatto il paragone con le controversie sorte nel 2006 dopo le elezioni presidenziali in Messico, e quelle degli Stati Uniti dove si "affermò" G.W.Bush.
Dal Kazakistan, dove si trova in visita ufficiale, Lula sostiene che è impossibile manipolare un risultato elettorale dove il vincitore ha ottenuto più del 60% dei voti. "Credo che è impossibile per chiunque manipolare più del 30% dei suffragi. Impossibile in Iran e altrove".
Ahmedinejad ha vinto, "...mi piacerebbe che mi spiegassero alcune cose. Non molto tempo fa, in Messico si tennero elezioni presidenziali e la differenza fu dell'1%", ricordò Lula. Eppure i Paesi che oggi sono in prima fila a protestare, ignorarono gli argomenti del candidato oppositore López Obrador e riconobbero la vittoria di Calderón.
Lula ha sottolinento che il Presidente dell'Iran "..ha ottenuto una gran vittoria, è bene aspettare che diminuiscano le tensioni, però non è la prima volta che un oppositore che perde protesta con tanta veemenza".

Il popolo iraniano deve poter decidere in modo sovrano delle proprie questioni
Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) denuncia i tentativi
di Europa e Stati Uniti di interferire negli affari interni iraniani

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) denuncia i tentativi di Europa e Stati Uniti di interferire negli affari interni iraniani dopo le elezioni nel Paese, chiede la cessazione dei suddetti tentativi e il diritto per il popolo iraniano di determinare le proprie questioni e gestire le differenze interne senza dover subire nessuna influenza esterna da parte di alcuno.

La dichiarazione del Fronte chiede la cessazione immediata di questi interventi, e finiscano i tentativi di indebolire il governo iraniano e minare la sicurezza e la stabilità del popolo iraniano e di tutta la regione. L’FPLP ha espresso la sua solida fiducia nell’abilità del popolo iraniano, dei suoi leader e delle forze politiche e sociali a gestire le proprie questioni attraverso mezzi pacifici.

Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP)
Fonte:
http://www.pflp.ps/english/

 La “Rivoluzione Verde”: il copione è stato riproposto, questa volta in Iran di Eva Golinger

Eva Golinger è molto vicina al presidente Chavez, è una delle più prestigiose e coraggiose sostenitrici della causa della rivoluzione bolivariana.

 In Iran un tentativo di colpo di stato filo-imperialista di Domenico Losurdo
 Perché la borghesia iraniana è diventata verde dalla rabbia? di Spartaco Puttini
 Ma Ahmadinejad ha ragione: l’Iran della povera gente è con lui di Massimo Fini su "il Sole 24 Ore"

Vi invitiamo infine a leggere questo articolo apparso sul n. 83 della rivista francese “Recherches Internationales” col titolo “Mettre en deroute l’islam politique et l’imperialisme” e tradotto dal compagno Sergio Ricaldone che, pur non essendo condivisibile in ogni suo aspetto, è molto documentato ed interessante.

 Sconfiggere l’Islam politico e l’imperialismo di Samir Amin (Presidente del Forum Mondiale delle Alternative)

Su questi ed altri temi, articoli ed approfondimenti sul sito www.lernesto.it

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