NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!

Un mare di persone ha invaso oggi le strade e le piazze di tutta Italia. Per tutte parla la manifestazione nazionale di Roma che, con un milione di partecipanti divisi in tre cortei, ha letteralmente paralizzato la capitale. Lo sciopero ha avuto adesioni del 90%. Numeri impressionanti, frutto della lotta di queste settimane che, dalle proteste degli insegnanti e degli studenti, allo sciopero dei sindacati extraconfederali del 17, ha saputo estendere la consapevolezza dei problemi ad un settore sempre più ampio della popolazione. Tra i tanti studenti e ricercatori precari, non si può infatti non notare la straordinaria presenza dei lavoratori delle scuole e, soprattutto, l’impressionante presenza della donne. Sono tantissime, e sono lì in quanto studentesse, ricercatrici precarie, insegnanti, mamme. Sono le più colpite dai tagli di questa riforma che priva di un futuro sia loro che i loro figli. Solo ieri il Senato ha approvato il decreto Gelmini, eppure tutto questo non ha sgonfiato il movimento di protesta, che anzi chiede a Napolitano di non firmare la legge e si pone nell’ottica della promozione di un referendum abrogativo.

E non ha sgonfiato la protesta neanche la provocazione squadrista che ha avuto corso ieri in Piazza Navona. Già sul sito abbiamo caricato il commento video di Curzio Maltese di Repubblica in cui veniva ben descritta la dinamica degli scontri e l’atteggiamento delle forze di polizia che, tra le alte cose, hanno permesso l’accesso indisturbato di un camion del Blocco Studentesco (organizzazione di estrema destra) carica di spranghe e caschi e la disposizione in piazza dei militanti squadristi con i bastoni in pugno. A tal proposito, vogliamo segnalarvi QUESTO VIDEO, ripreso anche dal sito del Corriere, dove si vede un personaggio “sospetto” che, durante gli scontri, prima è nelle fila degli estremisti di destra armati di bastone, e pochi istanti dopo chiacchiera amabilmente con gli agenti di polizia. Un copione già visto tante volte e che purtroppo a Genova ha portato ad una repressione che ha posto il nostro Paese fuori dallo stato di diritto.

Durante gli scontri di ieri è stato tratto in arresto un nostro compagno, di cui apprendiamo la liberazione avvenuta alcune ore fa e al quale rivolgiamo tutto il nostro affetto e solidarietà. Riteniamo che tutto questo (il pugno duro, la repressione, le provocazioni) sia il frutto avvelenato della politica invocata alcuni giorni fa da Cossiga (“infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto (...) le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale”). E questo perché si sta registrando una saldatura tra questa protesta ed il malessere dei lavoratori, minacciati dalla crisi economica che incombe. “Noi la crisi non la paghiamo” è lo slogan più urlato in questi giorni e che dimostra una accresciuta consapevolezza in larghe fasce della popolazione: è un terreno di lavoro prezioso per i comunisti, le forze sindacali e di sinistra. Questa riforma è frutto dei tagli di Tremonti in Finanziaria e della politica nefasta che oggi sta portando alla bancarotta il Paese. È questa consapevolezza che il Governo vuole piegare e sgonfiare, ma le lotte di questi giorni, invece, aiutano ad erodere consenso a quello che pareva un Governo invincibile, e che oggi deve fare i conti con una grossa fetta di società che non si rassegna ed insorge.

CUBA VINCE, VIVA CUBA

Il 29 ottobre 2007, per la diciassettesima volta consecutiva, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una mozione presentata da Cuba contro il blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro il popolo cubano da quasi cinquant’anni. La votazione ha avuto il seguente risultato: 185 voti a favore della mozione cubana, 2 astenuti, 3 voti contrari, 2 paesi assenti alla votazione. I voti contrari sono stati espressi da Stati Uniti, Israele, Palau. Gli astenuti sono stati le Isole Marshall e la Micronesia. Cuba ha ottenuto un voto in più rispetto all’anno scorso.

Vi invitiamo a leggere questo articolo sul Blocco che colpisce Cuba.

A fine agosto l’isola è stata colpita da due violentissimi uragani, che hanno causato danni per milioni di dollari. Solo l’intervento del governo e della protezione civile cubana hanno permesso l’incolumità fisica della popolazione civile, con un piano di evacuazione che ha coinvolto un quarto della popolazione.

Vi invitiamo a leggere le Informazioni ufficiali dei dati preliminari sui danni causati dagli uragani Gustav ed Ike

A tutto questo si aggiungono i danni causati in tutti questi decenni dal Blocco economico Usa che, oltre a colpire Cuba, impone pesantissime restrizioni a tutti i Paesi che con Cuba hanno rapporti economici e finanziari e che, in alcuni casi è arrivato ad impedire l’arrivo sull’isola di donazioni di generi di prima necessità ed ospedalieri.

Questo Blocco è stato condannato di recente da oltre settemila artisti ed intellettuali che ne chiedono la fine immediata.

Questa la notizia riportata da Prensa Latina: Chiesta nel mondo la fine del blocco USA contro Cuba

Questo Blocco è fuori dal Diritto Internazionale e si configura come atto di guerra e genocidio nei confronti del popolo cubano e del governo rivoluzionario dell’isola. Dal 1992, per ben sedici volte consecutive, le Nazioni Unite hanno condannato questa pratica illegale che, calcolando per difetto fino a dicembre 2007, ha causato perdite economiche per Cuba per un valore superiore ai 93 miliardi di dollari. L’Italia, fin dal 1995, ha sempre votato a favore della risoluzione cubana (prima si asteneva) che vede, puntualmente, il voto contrario di Usa ed Israele. Ci auguriamo che, anche oggi, una schiacciante maggioranza esprima solidarietà a Cuba ed impegni l’Onu in una nuova condanna del blocco economico, commerciale e finanziario che il Governo Usa impone a Cuba e al suo popolo.

Vi invitiamo a leggere il Rapporto di Cuba sulla Risoluzione 62/3 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Infine, vi segnaliamo che di recente il parlamento russo ha votato una risoluzione di condanna del Blocco, presentata dal vice presidente del Pc della Federazione Russa (PCFR). Pochi giorni dopo, si è svolto a L’Havana un incontro con una delegazione militare Russa, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione militare tra i due paesi.

Vi invitiamo a leggere, su questo tema, un commento scritto per il nostro sito: Cuba e Russia, si rafforza la cooperazione militare

 

Su questi ed altri temi, articoli ed approfondimenti sul sito www.lernesto.it

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