L'Ernesto On Line

Newsletter numero 62 – 2 maggio 2008

in questo numero:

Dopo la sconfitta, che fare a sinistra?
Nel Prc, dopo la catastrofe elettorale, si passa dalla tragedia alla farsa. Ferrero e Mantovani tentano di presentarsi come i salvatori della patria, di una patria che hanno contribuito in prima fila ad affondare. Nessuna autocritica sul congresso di Venezia che ha portato il Prc al governo, nessuna autocritica sulla Sinistra europea che è stata la prova generale della Sinistra Arcobaleno e del suo fallimento. Forse ancora non hanno capito che dal 14 aprile è cambiato tutto. Si ripropongono tutte le stesse ricette che hanno portato alla catastrofe. E si rifiuta persino di fare una mozione comune con quelle componenti del Prc che hanno contrastato coerentemente il disastro della Sinistra Arcobaleno, continuando così la logica discriminatoria anticomunista che ha portato alla esclusione dalle liste dei parlamentari dell’Ernesto. L’inganno continua. Anzi è ancora peggiore di quello di Bertinotti, che almeno negli ultimi tempi diceva chiaramente ciò che voleva. Siamo al bertinottismo senza Bertinotti e per di più in sedicesimi.
Pubblichiamo qualche analisi più seria e controcorrente della sconfitta elettorale, fatta da Cremaschi, Diliberto e Pegolo. Pubblichiamo inoltre tutte le sintesi degli interventi al Cpn dei firmatari del terzo documento, l’unico che propone la ricostruzione di un partito comunista. Sia il documento di Giordano che quello di Ferrero-Mantovani, sottoscritto anche da Grassi, rifiutano esplicitamente questo obbiettivo, che poi era l’obbiettivo dell’origine del Prc.

Leggi:
Cremaschi
Diliberto
Pegolo
Sintesi interventi al Cpn: Maringiò - Manocchio - Masella - Merlin - D’Angelo - Giannini - Pegolo - Schavecher - Veruggio.
Documento del Cpf di Avellino
Documento presentato al Cpf di Firenze dagli autoconvocati
Articolo Foglio
Articolo Il Manifesto

Già 5000 firme all’appello “Comunisti Uniti”
Mentre la crisi del Prc si avvita in uno scontro, senza chiare differenze politiche, fra le due principali componenti responsabili della catastrofe elettorale, che rischiano così di portare Rifondazione alla distruzione finale, cresce l’esigenza di ricostruzione di un partito comunista, unico modo per non disperdere del tutto la militanza diffusa di sinistra, per ricostruire l’opposizione al governo Berlusconi, per recuperare a sinistra il malessere operaio e sociale andato a destra. A questo è dovuto il grande successo dell’appello all’unità dei comunisti che ha già raccolto più di 5000 firme. Pubblichiamo l’adesione dell’Ernesto all’appello e invitiamo tutte e tutti a firmare, a richiedere i moduli e a raccogliere le firme in tutta Italia.
Leggi:
L’Ernesto aderisce
www.comunistiuniti.it

Ed ora, dopo la sinistra, tocca ai lavoratori. E al Manifesto quando una autocritica?
La sconfitta elettorale della sinistra era già avvenuta nella società. Non sono i lavoratori che hanno abbandonato la sinistra ma è la sinistra che ha abbandonato i lavoratori. Tuttavia, ora dopo questa catastrofe, per i lavoratori sarà ancora peggio. Già si va velocemente verso la controriforma del contratto nazionale, verso la cancellazione di tutti i diritti sociali e sindacali, verso la crescita della cultura devastante che considera non più i padroni gli avversari dei lavoratori, ma altri sfruttati, altri lavoratori, i precari, i disoccupati, gli immigrati.
Pubblichiamo alcuni articoli apparsi sul Manifesto, quotidiano generalmente apprezzabile per come affronta le problematiche del lavoro e della società italiana. Facendolo, questa volta tuttavia ci chiediamo come mai nel quotidiano Il Manifesto non si sia ancora aperta una seria riflessione autocritica sulla pesantissima sconfitta elettorale. La sconfitta della Sinistra Arcobaleno non è attribuibile alla sola Rifondazione Comunista, che indubbiamente è la forza politica maggiormente responsabile. Il Manifesto, questa volta per la prima volta, è sceso entusiasticamente in campo a sostegno del soggetto unico della sinistra di Bertinotti e Mussi e della Sinistra Arcobaleno. La distruzione della sinistra è l’approdo finale di quella particolare cultura del comunismo italiano che è stata conosciuta come l’ingraismo, in tutte le sue versioni. Prima nel Pci ha contribuito allo snaturamento della sua identità comunista e al suo scioglimento (Occhetto era figlio di Ingrao). Poi non ha mai creduto alla rinascita di una forza comunista ed ha messo per anni i bastoni fra le ruote al Prc. Ora, infine, è la cultura ingraiana, che aveva ripreso in mano il gruppo dirigente del Prc, la principale responsabile della linea politica e del progetto strategico che ha portato alla debacle elettorale. A quando una riflessione più di fondo fra chi ha condiviso questa cultura.

Leggi:
MayDay – Milano
Lavorare di più, contrattare in azienda (Farolfi)

PALESTINA: TUTTI A TORINO IL 10 MAGGIO.
Boicottiamo la Fiera del Libro di Torino

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A Torino Israele non è un ospite d’onore (Assemblea Free Palestine)
Torino: sabato 10 maggio manifestazione nazionale (Manifesto)

CUBA: le innovazioni di Raul
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Castro: Raul continua le riforme (Il sole 24 ore)
Raul Castro trasforma le esecuzioni in ergastoli (Liberazione)
Quali cambiamenti a Cuba (Resistenze)

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