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Bertinotti come Occhetto. Una seconda Bolognina con 20 anni di ritardo. Serve un fronte ampio contro la liquidazione Fausto Bertinotti rompe la moratoria del dibattito interno al Prc e in piena campagna elettorale propone la sua Bolognina in sedicesimi. Quella comunista in futuro, afferma in una video chat de La Stampa, sarà soltanto <<una tendenza culturale>> all’interno della Sinistra arcobaleno. A parte il sicuro danno alle elezioni, mentre i militanti comunisti si stanno facendo in quattro per far prendere voti alla Sinistra Arcobaleno, Bertinotti esplicita ancora meglio di prima il suo progetto liquidatorio: costruire un nuovo partito di sinistra al cui interno i comunisti potranno essere una tendenza culturale. Questo porta allo scioglimento del Prc. Come si legge dall’articolo del Manifesto che pubblichiamo, diversi autorevoli esponenti del Prc hanno dichiarato apprezzabilmente di non essere d’accordo con Bertinotti. Tuttavia c’è chi si prepara (come rivela l’articolo del Foglio che pubblichiamo) all’ennesimo compromesso equivoco con Bertinotti, come la federazione della sinistra, dove i due partiti comunisti che vi partecipano perderebbero tutta la loro autonomia, rimanendo solo icone vuote e quindi, nei fatti, solo una “tendenza culturale”. Il congresso non potrà più ammettere equivoci, pena la sconfitta di tutti. Per questo, anche per impedire equivoci, servirebbero due mozioni, una che propone il superamento del Prc nel nuovo soggetto politico desiderato da Bertinotti, l’altra che propone la salvezza e il rilancio di Rifondazione Comunista, pienamente autonoma. Chi non vuole un congresso così vuole mantenere l’equivoco e, di fatto, contribuisce al superamento del Prc. Leggi: Bertinotti: nell’Arcobaleno il comunismo solo una cultura (Il Manifesto) La posizione dell’area dell’Ernesto (dichiarazioni di Masella e Pegolo) Mussi: il divorzio dal Pd è soltanto temporaneo Rifondazione alla guerra civile (Il Foglio)
Bologna. Contestato Giuliano Ferrara. Solidarietà da Bertinotti Volete sapere quale sarà il profilo culturale e la linea del nuovo soggetto politico della Sinistra Arcobaleno? Non ci vuole molto a capirlo. La solidarietà “politica ed umana” a Giuliano Ferrara. Siamo all’epilogo. A questo porta la cancellazione del comunismo, incoraggiata e promossa a pieni voti dai salotti buoni del potere, come avvenne più in grande alla Bolognina. L’involuzione moderata e socialdemocratica della destra bertinottiana del Prc è compiuta definitivamente. E di oltre in oltre si arriva al partito democratico ed anche oltre… Ma questa linea produce un malessere crescente nel partito, che va canalizzato nella battaglia congressuale per sconfiggere la liquidazione ed in un progetto strategico alternativo per ricostruire una forza comunista, pena il riflusso di migliaia di militanti, la dispersione di un importante e diffuso patrimonio di esperienze, radicamento sociale, culture e propensioni antagoniste, capacità di costruire vertenze e movimenti, come dimostrano le reazioni delle donne e dei giovani del Prc di Bologna. Leggi: Lettera donne Bologna censurata da Liberazione Lettera di Imma Barbarossa (della segreteria del Prc) La dichiarazione di Manuela Palermi (della segreteria del Pdci) L’uovo democratico (editoriale del Manifesto) I giovani del Prc contro Bertinotti Bertinotti contro “i compagni che sbagliano” (La Repubblica Bologna)
Lavori usuranti. Il governo segue Confindustria. Fallimento completo della linea governista del congresso di Venezia. Nelle ultime settimane di legislatura, il governo ha approvato, zitto zitto, il decreto sui lavori usuranti, secondo le direttive di Confindustria, riducendo cioè al minimo la platea dei beneficiari. Ed poi ci si meraviglia che i lavoratori non votino a sinistra ? Ecco chi e cosa ha distrutto la sinistra, pur affermando a parola di volere il suo bene: la partecipazione ad un governo subalterno ai poteri forti che ha tradito tutte le aspettative di cambiamento e di giustizia sociale. Chi dice solo oggi, nel gruppo dirigente del Prc (come fanno alcuni critici della ex-maggioranza di Venezia), che la linea della partecipazione al governo è stata giusta ma è stata sbagliata la sua gestione, commette un altro errore clamoroso. Non c’era nessuna possibilità, visti i rapporti di forza reali, di imporre un’altra linea al governo dal suo interno. Il congresso di Venezia è stato un errore. Bisognerebbe avere il coraggio di ammetterlo, pur guardando avanti, ed investire non nella continuità con Venezia ma nel cambiamento radicale di linea e nell’opposizione politica e sociale di lunga lena. Intanto c’è chi lavora per unire le aree critiche della Cgil in una linea alternativa al prossimo congresso. Leggi: Usuranti, niente diritti per tanti lavoratori (Il Manifesto) “Abbiamo già dato”. Voto operaio in fuga (Il Manifesto) Come votano gli operai (Il Sole 24 Ore) Per l’unità dell’opposizione in Cgil (Cremaschi, Greco e Nicolosi su Left)
Notav e No dal Molin in movimento In questi due anni di governo, per giustificare il fallimento della linea della partecipazione del Prc nel governo Prodi, la maggioranza del gruppo dirigente del Prc ha dato spesso la colpa ai movimenti. Tutto il contrario. Si nasconde che il governo è stato il principale avversario dei movimenti. In particolare due importanti e vasti movimenti hanno preso solo schiaffi dal governo, ma sono ancora in piedi e si propongono nuove battaglie, il movimento Notav e quello contro la costruzione della base americana al Del Molin di Vicenza. Leggi: La base Rossa. Appalto rosso per il Dal Molin (Il Manifesto) Coop rosse, via al boicottaggio (Il Manifesto) Inchiesta sulla CMC (Carta) Le stagioni dei NOTAV (Megachip)
Fidel e Chavez su Cina e Tibet Un po’ di controinformazione.... Leggi: Chavez Castro Alcuni amici del Dalai Lama (una foto dell’Ansa)
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