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Alitalia. La distruzione pianificata di un’industria pubblica
Il governo Prodi e l’immigrazione Immigrazione, razzismo e politiche securitarie. Argomento strategico, di analisi e di lotta, per i comunisti del XXI secolo nelle nostre società a capitalismo sviluppato. Argomento su cui il governo Prodi, con il suo “razzismo democratico”, ha fallito. I comunisti e la sinistra anticapitalistica dovrebbero essere i promotori di un grande movimento antirazzista, per unire tutti i lavoratori sfruttati dal capitale, per far avanzare una cultura contraria alla guerra e protesa alla solidarietà internazionalista fra tutti i popoli del mondo. L’antifascismo e l’antimperialismo militante, oggi, passano anche da qui. Leggi: Il governo non si smentisce fino all’ultimo (di Fulvio Vassallo Paleologo, su Meltingpot) Lavoro “migrante”, razzismo democratico e politiche securitarie (Dossier, su Guerre e Pace) Dossier su Rinascita della Sinistra (in edicola). Intervengono: Musolino, Miraglia, Hogea, Gallieni, Anna Maria Rivera.
Ancora e sempre contro la guerra La mobilitazione contro la guerra cresce nel nostro Paese in misura inversamente proporzionale all’estendersi delle guerre e dei pericoli di guerra. Iraq, Iran, Libano, Palestina, Afghanistan, Pakistan, Kosovo, la Nato ad Est: continua la politica di guerra permanente dell’amministrazione americana, eppure per la sinistra italiana la lotta contro la guerra, per la pace e il disarmo, è persino scomparsa dall’agenda politica. Del resto Fausto Bertinotti, nell’ultima lunga intervista a Liberazione, difende la politica estera del governo! Ecco l’effetto più grave dell’omologazione governista e delle tendenze anticomuniste. Leggi: La guerra si fa globale (di Danilo Zolo sul Manifesto) Vertice di Bucarest: la Nato prepara l’offensiva contro l’Est (di Carlo Benedetti) Politica estera del governo di centro-sinistra: niente da salvare (Disarmiamoli) Resoconto del patto contro la guerra (Attac).
Dove va l’Unione Europea? Dove va l’Unione Europea dopo il trattato di Lisbona ? La sinistra italiana non discute più di Europa. Eppure dal trattato di Maastricht a quello di Lisbona è evidente la costante involuzione dell’Unione Europea, in senso neo-liberista, antidemocratico, militarista, neo-colonialista. Il ministro Amato, protagonista del trattato di Lisbona, giunge ad esaltare il Medio Evo, per giustificare la direzione di marcia dell’Ue. Nella sinistra comunista e di alternativa bisognerebbe riprendere la discussione sull’Europa anche in vista delle elezioni europee della primavera del 2009. Intanto pubblichiamo alcune riflessioni utili. Leggi: L’Unione Europea è antidemocratica nella sua essenza (intervista a AnneMarie Le Pouhriet) Dopo gli Stati nazionali, verso il Medioevo? (Altrenotizie) Il nuovo trattato e la difesa comune (di Piero Maestri, su Guerre e Pace) La militarizzazione dell’Unione Europea (Resistenze)
Non siamo tutti tibetani “Siamo tutti tibetani”. Con questo slogan quattro gatti organizzati dal Partito delle Libertà di Berlusconi, dal Partito Democratico di Veltroni, fino ai radicali di Pannella e ai fascisti di Forza nuova, hanno manifestato a braccetto contro la Cina, mentre il repressore securitario di immigrati Sarkozy non esclude il boicottaggio delle Olimpiadi. Controcorrente rispetto a questo coro e senza bisogno di scadere nella propaganda, pubblichiamo alcuni commenti che aiutano a non mettere il cervello all’ammasso e a mantenere viva, sempre, la riflessione critica, per parlare ai tanti a sinistra confusi dalla campagna buonista che è stata fatta per anni in Italia attorno alla figura del Dalai Lama. In particolare segnaliamo l’articolo pubblicato non dal Quotidiano del Popolo, ma dal Foglio, scritto da due economisti, che criticano il capitalismo occidentale e in particolare europeo che fa affari con la Cina e contemporaneamente la vuole mettere in difficoltà. Pubblichiamo anche un interessante commento su cos’è la Cina oggi di Sergio Cararo, direttore di Contropiano, un sito certamente non sospetto di indulgenze rispetto al mercantilismo capitalistico. Leggi: I balcani in Cina (Il Foglio) Il puzzle cinese (S.Cararo, su Contropiano) Chi vuole balcanizzare la Cina e perché (a cura del coordinamento per la Yugoslavia)
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