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Newsletter numero 51 – 14 febbraio 2008
“Abbiamo deciso di dar vita ad un gruppo unico nelle istituzioni, abbiamo stabilito sedi dove si prenderanno le decisioni [...]. Siamo impegnatissimi in questo progetto. E' il nostro. E ti dico di più: è la naturale prosecuzione delle nostre esperienze, della nostra ricerca. E' la naturale prosecuzione del congresso di Venezia.” Gennaro Migliore, capogruppo del PRC alla Camera dei Deputati, da Liberazione dell'8 febbraio 2008
“Abbiamo scelto il simbolo. Ora bisogna accelerare i tempi.” Franco Giordano, Segretario nazionale del PRC, 12 febbraio 2008
in questo numero: |
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Rivolta nel Prc contro l’eliminazione della falce e martello Tutti a Roma al Cpn del 23 febbraio Un movimento di protesta della base del Prc, trasversale alle vecchie mozioni, sta crescendo impetuosamente. L’appello lanciato dai circoli romani è di partecipare in massa al Cpn del 23 febbraio. E’ lì che si decide con quale simbolo ci si presenta alle elezioni e quale futuro per il Prc. Il gruppo dirigente ha rinviato il congresso, ha deciso di cancellare la falce e martello, sta decidendo di costruire un partito unico, senza nessuna legittimità democratica. La base chiede la parola. Leggi: Giannini (L’Ernesto) risponde al Manifesto Bruno Steri (Essere Comunisti) su Liberazione Non prendiamo il toro per la coda (Liberazione) Appello di 120 iscritti bolognesi Conferenza stampa a Bologna per la falce e martello Firenze chiama, Roma risponde: mobilitiamoci per il Cpn del 23 febbraio Altre prese di posizioni di Federazioni e Circoli del Prc Sinistra unita e già divisa
Basta con gli attacchi alla 194 Non è un caso che assieme agli attacchi ai comunisti, al movimento dei lavoratori e ai suoi simboli, avanzi l’assalto alla 194, ai diritti delle donne, a tutte le conquiste democratiche e civili. Con la distruzione del Prc si vuole far venir meno ogni argine all’assalto reazionario in tutti i campi. Rifondazione Comunista, nonostante tutti i suoi limiti, aveva rappresentato, dallo scioglimento del Pci del ‘91 in poi, un argine all’offensiva moderata e liberista, al pensiero unico della grande borghesia e della sua alleanza con le gerarchie cattoliche. Chi si sta rendendo responsabile della distruzione anche di questo argine, sia attraverso due anni di presenza subalterna nel governo Prodi che attraverso la cancellazione del simbolo comunista dalla competizione elettorale, non può oggi lamentarsi della incapacità della sinistra di reagire all’assalto del Vaticano e di Giuliano Ferrara, in quel connubio reazionario fra le parti più conservatrici delle gerarchie ecclesiastiche e i settori ultraliberisti e guerrafondai del capitale. Pubblichiamo numerosi articoli di critica alle posizioni del Vaticano e riproponiamo una conversazione fra Elisabetta Borioni e Lidia Cirillo che la rivista l’Ernesto pubblicò alcuni anni fa, conversazione che mantiene tutta la sua attualità e valenza di riflessione strategica per una forza comunista dei nostri tempi in un paese come l’Italia. Leggi: Rabbia e indignazione, ora basta La crociata contro gli aborti dei politici con l’elmetto (Radio Città Aperta) Aborto, verità e menzogne (di Carlo Flamigni, sull’Unità) La laicità è sotto attacco? Di più… (Sferini-Pitone) Tra Giorello e Ratzinger, preferisco Marx (Borioni-Cirillo)
Escalation di guerra. Dal Medio Oriente all’Afghanistan Allarme rosso. Negli ultimi giorni stiamo assistendo ad una pericolosissima escalation di guerra in tutto il Medio Oriente. Libano, Gaza e Iran gli obbiettivi militari del governo israeliano, che va decisamente boicottato alla fiera del libro di Torino, come sostengono gli ebrei contro l’occupazione la cui presa di posizione pubblichiamo. Contemporaneamente in Afghanistan muore un altro militare della missione italiana, che sempre di più diventa di guerra, in aperta violazione della Costituzione. Pubblichiamo le notizie delle mobilitazioni contro la guerra. Leggi: Allarme rosso (Contropiano) Guerra imminente contro l’Iran ? (Fausto Sorini) Gli Ebrei contro l’occupazione per il boicottaggio della Fiera del Libro (Il Manifesto) Afghanistan. Altro militare italiano ucciso dalla guerra. (Comunicati di Masella e Disarmiamoli) Ritirare subito le truppe italiane. Mercoledì 20 manifestazione sotto Montecitorio
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