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NO al governo istituzionale voluto dai poteri forti Il Partito Democratico, la maggioranza del gruppo dirigente nazionale Prc e Montezemolo avanzano all’unisono la stessa cantilena: serve un governo istituzionale per fare una nuova legge elettorale. Siamo all’apoteosi del politicismo, lontano anni luce dai sentimenti e dai bisogni della maggioranza della popolazione, che rischia – senza riferimenti a sinistra – di essere attratta dalla demagogia populista, di destra, razzista di Berlusconi e dei suoi alleati. Non è vero che il problema dell’Italia è la legge elettorale. E non è vero che l’attuale legge elettorale impedisce la governabilità o la rappresentatività. Questa è la solita storia che per anni ci hanno raccontato da quando Occhetto, Segni e Abete (allora presidente di Confindustria) promossero il referendum del ’93 contro il sistema proporzionale. Leggi: Il “Governo di scopo” divide la sinistra (Il Manifesto) Montezemolo con il Prc (Il Manifesto) La trappola del governo istituzionale (Franco Ragusa)
La Direzione del Prc approva il governo istituzionale. Cresce il dissenso nel partito. Dopo due anni di presenza in un governo fondamentalmente subalterno ai poteri forti, com’è stato il governo Prodi pur con grandi contraddizioni interne, la maggioranza della Direzione del Prc, invece che cambiare linea, continua a subire la linea del presidente della Camera, accettando di sostenere – come da tempo propone Bertinotti – un governo istituzionale per fare la riforma elettorale frutto dell’accordo con Veltroni, al fine di favorire la nascita del partito unico della sinistra, a immagine e somiglianza del processo che ha portato al partito unico dell’Ulivo. Finisce l’illusione che il segretario Giordano possa essere autonomo da Bertinotti. Cresce il dissenso nel Prc, sia alla base che nei vertici. Pubblichiamo oltre all’intervento in Direzione di Pegolo, dell’area dell’Ernesto, anche gli altri interventi integrali di Bellotti, Grassi e Mantovani, con i quali auspichiamo un confronto costruttivo e tutte le convergenze possibili, pur nel rispetto delle storie e delle diversità politiche, per impedire questo ulteriore spostamento moderato del Prc e la sua definitiva liquidazione. L’Ernesto tiene una conferenza stampa a Roma per dire un chiaro NO al governo istituzionale. Contemporaneamente cresce il dissenso nella base del Partito. 140 iscritti della Federazione di Pistoia contro la liquidazione del Prc e della falce e martello alle prossime elezioni. A Livorno viene approvato un odg contro il governo istituzionale. Leggi: Conferenza stampa Ernesto “No al governo istituzionale” (Giannini e Pegolo su Liberazione) Tutti gli interventi critici nella riunione della Direzione Prc “Prc, tanti dubbi dopo Prodi” (La Rinascita della Sinistra) Intervista a Pegolo (La Rinascita della Sinistra) Appello di 140 iscritti di Pistoia Odg Livorno “Ma perché Giordano respinge la proposta di unità dei comunisti?” (Gilberto Volta)
Cresce l’ingiustizia sociale. Serve un sindacato che difenda i lavoratori, non subalterno a padroni e governi Altro che legge elettorale. Il problema dell’Italia è quello sociale. Il Belpaese è sempre più diviso fra ricchi e poveri. Il 45% della ricchezza nazionale è nelle mani del 10% delle famiglie. Secondo Bankitalia dal 2000 i redditi dei lavoratori autonomi sono cresciuti del 13%, mentre quelli dei lavoratori dipendenti sono rimasti fermi, nonostante la crescita dell’inflazione reale. Grandi responsabilità di questa situazione risiedono nella politica dei sindacati concertativi, che da anni non fanno il loro mestiere, che è quello di difendere gli interessi dei lavoratori senza subalternità a padroni e governi. Leggi: Un Paese di classe (Il Manifesto) Eurispes: due famiglie su tre non arrivano a fine mese (Liberazione) Per i dipendenti redditi fermi (Il Manifesto) Cremaschi: La Fiom vuole cambiare linea?
Kosovo. Gli Usa preparano una nuova guerra Scoperto un verbale segreto con cui gli Usa impartiscono istruzioni dettagliate su quando, dove, come, con chi, proclamare l’indipendenza del Kosovo e tutto ciò che ne consegue. Il verbale è la prova inconfutabile di una preparazione meticolosa dell’indipendenza del Kosovo, pianificata a tavolino dagli Usa e delegata alla Slovenia e ad altri paesi della Ue. Nel verbale c’è anche la solita lista di “paesi canaglia” che la Ue dovrebbe condannare decisamente, come Iran, Siria, Filippine, Cuba e Venezuela. Contemporaneamente, mentre si prepara la nuova guerra per il Kosovo, vengono inflitte condanne pesantissime ai pacifisti fiorentini che nel ’99 manifestarono contro i bombardamenti della Nato contro la Serbia.
Leggi: Verbale segreto (Il Manifesto) Miccia nei Balcani (Giulietto Chiesa) La tombola kosovara al via (Remondino sul Manifesto) Kosovo: nuova colonia? No war contro il Kosovo, 13 condanne a sette anni (Il Manifesto) Facciamo circolare e proiettare “Zero”, il film sulla verità sull’11 settembre
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