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Ma il Prc si è già sciolto? Già tradito il 20 ottobre. Il simbolo non solo prevalente ma diffusissimo della manifestazione del 20 ottobre era la falce e martello sulle migliaia di bandiere rosse, portate con orgoglio a difesa dei diritti dei lavoratori e dei più deboli. Passata la festa gabbato lo santo: il gruppo dirigente del Prc decide di cancellare la falce e martello dal nuovo soggetto di sinistra. Ci chiediamo: chi lo ha deciso ? Chi ha deciso che gli stati generali dell’8-9 dicembre prossimi sanciranno l’avvento del nuovo soggetto politico ? E quale nuovo soggetto ? Si risponde: “lo decideremo assieme alle altre forze di sinistra”. No, se il Prc è ancora autonomo e sovrano, prima decide la propria linea al suo interno, poi la discute con gli altri. Stiamo già sperimentando cosa significa la “federazione”, una riduzione drastica non solo di sovranità ma anche di democrazia. Come si vede, la democrazia e l’autonomia del Prc, sancite burocraticamente a parole nella conferenza di Chianciano, sono già carta straccia, come ampiamente previsto. Le parole sull’autonomia del Prc e sulla partecipazione democratica al suo interno non contano nulla, anzi sono solo uno specchietto per le allodole, un mascheramento che serve ad addolcire la pillola, se i fatti vanno nella direzione opposta. E tutti i fatti messi in pratica dal gruppo dirigente del Prc vanno nella direzione della cancellazione dei comunisti. Alla vigilia del congresso la segreteria nazionale del Prc decide di cancellare la falce e martello e di fare un accordo con Veltroni su una nuova legge elettorale con lo sbarramento del 5%, per imporre per legge la Cosa rosa. Altro che “piramide rovesciata” ! E’ proprio l’opposto. Un vertice ristrettissimo, alla fine il solo Bertinotti, decide la linea del Prc. Ma c’è chi dice no. Non solo l’Ernesto (pubblichiamo la dichiarazione di Giannini), ma dalla base del Prc ci sono segnali nuovi in controtendenza, come dimostra l’articolo di Liberazione che pubblichiamo, che riporta l’appello di numerosi militanti e dirigenti del Prc di Firenze che ha già raccolto più di mille firme in tutta Italia. Leggi: Appello (articolo su Liberazione) Grave e antidemocratica la scelta del gruppo dirigente del Prc (Giannini – L’Ernesto) Sinistra, nuovo simbolo (senza Falce e Martello) – Bocconetti su Liberazione) Gemma Contin su Liberazione Fausto prepara la sua Bolognina… (Il Riformista)
La nuova legge elettorale serve solo a imporre la Cosa rosa Bertinotti fa e disfa Rifondazione e la sinistra. Convoca Giordano per incontrare Veltroni e Amato, escludendo tutti gli altri. Fanno l’accordo su una nuova legge elettorale a metà strada tra il modello spagnolo e quello tedesco. L’accordo si basa su due pilastri: lo sganciamento del Pd dalla sinistra (come piace a Veltroni e Amato) e lo sbarramento del 5% (come piace a Bertinotti e Giordano), per imporre per legge la “Cosa rosa”. Ma la partita è ancora aperta. Vi sono numerosi problemi sia nel centro-destra che nel centro-sinistra e si aprono contraddizioni con le forze politiche minori, come il Pdci, i Verdi, la Sd e lo Sdi, che non vogliono essere obbligati per legge elettorale ad accorparsi, riducendo così il loro potere di contrattazione. E poi l’introduzione del modello elettorale spagnolo alza la soglia di sbarramento a più del 5%, mettendo a rischio la stessa “Cosa rosa”. Pubblichiamo alcuni articoli interessanti e un commento di Gianluigi Pegolo. Leggi: C’è poco da essere soddisfatti (Pegolo – L’Ernesto) Cosa rossa giù nei sondaggi e Pd spinge per il sistema tedesco (L’Indipendente) Solo uno sbarramento elettorale può partorire la Cosa rossa (Italia Oggi)
I movimenti contro il razzismo, verso Genova e Vicenza
Leggi: Rom, qualcosa di sinistra (Rondolino – La Stampa) Democratici xenofobi eccezionali (dal sito di Contropiano) Imperialismo, razzismo e immigrazione (dal sito di Contropiano) Andremo a Genova per riprenderci la verità (Maringiò-Giordano-Turcato-Pasquinelli) Dal Molin, sospesi i lavori di bonifica (Casagrande – Il Manifesto)
Minaccie di golpe contro il Venezuela L’imperialismo del governo di estrema destra di Bush (quello stesso della guerra permanente, dei crimini di guerra in Iraq ed Afghanistan, delle torture di Abu Graib e Guantanamo) sta intensificando e concentrando i suoi attacchi contro Cuba e il Venezuela, anche attraverso la campagna mediatica contro “le dittature” (che dittature non sono!). Non è un caso. Sono i due paesi che guidano la lotta dei popoli latinoamericani per la dignità e la libertà (quella vera!). Pubblichiamo alcuni articoli sul Venezuela e sulle minacce di golpe degli ultimi giorni, anche per esprimere la nostra totale solidarietà a questo paese straordinario, che, assieme a Cuba, sta cambiando il volto dell’America Latina. Leggi: Su Chavez e il Borbone… (Gennaro Carotenuto) Il golpe virtuale per rovesciare Chavez il rosso (La Stampa) Alleanza strategica tra Brasile e Venezuela (dal sito Resistenze)
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