L'Ernesto On Line

Newsletter numero 39 – 8 novembre 2007

“Al governo conviene starci per un obiettivo: fare la riforma elettorale”.
(Alfonso Gianni, Liberazione, 7 novembre 2007)

in questo numero:

La Cosa rosa frana anche sulla sicurezza
Pur di fare il leader della Cosa rosa Nichi Vendola cambia la sua natura da garantista libertario in securitario. Almeno è più onesto Milziade Caprili che l’ha sempre pensata così! Pietro Folena, leader della inesistente “Sezione italiana della sinistra europea”, se la prende con Liberazione e si schiera con Veltroni. Grande è la confusione sotto il cielo della Cosa rosa e del Prc. Quel che è certo è che anche sulla sicurezza le sinistre sono ancora due, una riformista, moderata e securitaria, l’altra comunista, libertaria e antagonista ad un capitalismo sempre più razzista, imperialista e guerrafondaio.
Leggi:
A sinistra “reprimere” non è più un tabù (Il Messaggero)
Vendola e Bertinotti. La sicurezza si fa rossa (Il Riformista)
Bertinotti: serve autocritica (Il Messaggero)
Intervista a Rossana Rossanda
Valentino Parlato: Il decreto ammazza poveri (Il Manifesto)
Commento Contropiano
Commento di Leonardo Masella
Commento di Elisabetta Borioni

Spostato il Cpn del Prc. Perché?
La riunione del Cpn convocata per avviare la fase congressuale del Prc è stata rinviata sine die. E allora non ci si può lamentare che Liberazione decida di aprire il dibattito sul governo. E chi ha deciso di dar vita agli Stati generali della sinistra prima del congresso e senza neanche un CPN ? La segreteria nazionale è attanagliata dalla paura di produrre un dibattito vero, con posizioni anche diverse, sulle due questioni fondamentali che ci sono di fronte: la partecipazione del Prc al governo e il superamento, più o meno graduale o mascherato, del Prc o della sua autonomia. Ma eludere i problemi (come fa il documento congressuale proposto da Giordano che sembra scritto su Marte nel 2027) è il modo peggiore per affrontare i problemi. Tant’è vero che la discussione sul governo, evitata da mesi negli organismi dirigenti, alla fine esplode su Liberazione. Il malessere nel partito è enorme. Il gruppo dirigente, abbarbicato nelle istituzioni, non lo vede e non lo vuole vedere. La cosa più saggia sarebbe fare un congresso vero e democratico, dando agli iscritti la possibilità di pronunciarsi e di scegliere la linea fra posizioni chiare e alternative, sia sul governo che sul partito. Rifondazione Comunista è di proprietà degli iscritti, non di Liberazione, della segreteria nazionale o dei gruppi parlamentari. Pubblichiamo un articolo sul Riformista che rende l’idea, sia pure in parte, della situazione nel Prc e nella Cosa rosa.
Leggi:
Il Riformista

Per un sindacato indipendente e di classe
La nascita del Pd favorisce la costruzione di un sindacato unico moderato e concertativo a egemonia Cisl. L’intervista a Cremaschi e l’intervento di Pierpaolo Leonardi sull’ultimo numero della Rinascita riaprono il dibattito sul problema dell’assenza di un sindacato di classe in Italia.
Leggi:
La svolta moderata danneggia la Cgil. Intervista a Cremaschi
Sindacato di classe e di massa, la nuova sfida. Intervento di P. Leonardi

Napolitano. Prepariamoci a nuove guerre
Il Presidente Napolitano non parla mai a caso. Nel suo discorso del 4 novembre è stato chiarissimo: prepariamoci a nuovi interventi militari dell’Italia nelle nuove guerre che faranno gli Stati Uniti d’America. Altro che ritiro dall’Afghanistan ! Napolitano cita esplicitamente, oltre all’Afghanistan, anche l’Iran e i Balcani. Per poter preparare i nuovi interventi militari all’estero, il Presidente utilizza la seconda parte dell’articolo 11 della Costituzione, dimenticando che delle “organizzazioni internazionali” di cui l’articolo parla, non fa parte la Nato, che quando fu scritta la Costituzione ancora non esisteva. La Costituzione non è interpretabile in senso bellico, perché nasceva dal ripudio della guerra nella quale ci aveva trascinato l’alleanza internazionale con la Germania nazista. Il Presidente della Repubblica nel suo discorso alle Forze Armate, invita il governo a “migliorare le capacità” dello “strumento militare” e le forze politiche ad “un’intesa bipartisan anche sulle risorse” e mobilitandosi in “uno sforzo di coesione nazionale”, coinvolgendo anche “il mondo dell’informazione e l’opinione pubblica”, cioè in altre parole attraverso le solite campagne mediatiche tese a giustificare le nuove guerre. Chiaro dove si va ? Prepariamoci a mobilitare il popolo della pace.
Leggi: Napolitano

7 novembre. Lenin da Mosca a Roma
Si celebra a Mosca la Rivoluzione d’Ottobre. Polemiche indegne della destra contro Diliberto. Polemica incredibile di Giordano, che afferma che con Diliberto è ora più difficile fare la Cosa rosa ! In Italia non serve la salma di Lenin ma piuttosto il suo pensiero rivoluzionario che va liberato, questo sì, dal mausoleo per essere restituito ai comunisti e attualizzato nella lotta contro il sistema capitalistico odierno.
Leggi: Il Manifesto La Repubblica

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