La musica: artisti, suoni e CD


"Il pifferaio" Bennato torna alla favola rock
 

GIANNI LUCINI

  (Liberazione

27/10/2005)



IL RITORNO DI PAOLO PIETRANGELI CON "IGNAZIO"
"Vi racconto perchè mi fido della memoria"
di GIANNI LUCINI, da Liberazione del 4/10/2005

IO LAVORO, IL CD DELL'ERNESTO
Rosso nella copertina e nelle note

RAP E POLITICA
50 Cent, rapper cocco di Eminem
di GIANNI LUCINI, da Liberazione del 24/9/2005

ADDIO A SERGIO ENDRIGO
La tua nave è partita 
di LEONCARLO SETTIMELLI, da l'Unità dell'8/9/2005

LIGABUE
"Sono un cattocomunista. Ho successo e finalmente non me ne vergogno"
dal Corriere della Sera del 7/9/2005
"Nome e cognome", ecco il nuovo album profetico di Ligabue
di GIANNI LUCINI, da Liberazione del 7/9/2005

Musica dal fronte iracheno: Rap contro la guerra, cantano i soldati USA
da l'Unità del 19/8/2005

Stormy Six: Aria di '68 sul palco del Mittlefest
da l'Unità del 18 luglio 2005

Yo Yo Mundi: La banda Tom e altre storie partigiane
Un bell'affresco sulla Resistenza. Note di libertà

Polemiche in musica:Anni '70, quei formidabili suoni
«Fu un lago puzzolente». E' polemica dopo la risposta di Lucio Dalla alle nostalgie di De Gregori e Venditti

MCR: Il nuovo disco dei Modena City Ramblers
un omaggio tutto dedicato ai 60 anni della Resistenza e della Liberazione dal nazi-fascismo

  • Come li viandanti
    Interprete: Piero Brega
    Casa discografica: materiali musicali de "il manifesto"
    Anno: 2005

    Come li viandanti: prodotto dal Circolo Gianni Bosio e dal manifesto. Canzoni di Piero Brega; produzione artistica di Peter Quell, arrangiamenti di Enzo Pietropaoli, con Enzo Pietropaoli (contrabbasso), Danilo Rea (pianoforte), Michele Ascolese (chitarra), Antonello Salis (fisarmonica), Paolo Fresu (tromba), Ambrogio Sparagna (organetto), Roberto Gatto(batteria), Nando Citarella (tammorra), Marcello Siringano (violino), Gabriele Coen (clarinetto), Antonello Ricci (zampogna calabrese e canto), Elio Rivagli (batteria), Fulvio Maras e Pero Fortezza (precussioni) e altri ancora. Ne è risultato un disco ricchissimo e imprevedibile in cui la mia voce è, speriamo, all'altezza. Canzoni con i piedi sulla terra della tradizione e la testa nel cielo iridescente del cantautore

    L'ho detto nel '71 e lo ripeto adesso: Piero è il meglio

    Io sono uno della ristretta cerchia di amici che aspettava con ansia il CD di Piero Brega. Dal giorno del 1971 che Carlo Siliotto me lo portò a casa, e lui attaccò i canti di mietitura e io ebbi paura che mi sfrattassero perché la sua voce faceva risuonare tutto il quartiere, non ho cambiato idea: Piero Brega è il meglio. Non è solo la voce, è la poesia che gli si intuiva dentro e che ci ha messo anni per venire fuori. Un debutto discografico da solista a 57 anni (dopo tanti dischi con tanti gruppi) è una bella prova di convinzione in un artista senza ombra di presunzione - e un segno della stupidità dell'industria musicale italiana che non ha saputo accogliere questo talento. C'è voluta la scommessa di Peter Quell, del Circolo Gianni Bosio, e dello stesso Piero Brega, perché questo disco uscisse con i dischi del manifesto. Piero Brega è un poeta urbano, che parla della Tuscolana, di San Basilio, adesso di Piazza Mazzini, come luoghi vissuti e sognati, concreti e rarefatti, fra l'ottava rima, la ballata e il blues. Viaggia fra un italiano quasi rinascimentale e un romanesco dolcissimo e «ciovile», scava nella tenerezza delle memorie «da piccolo» e nella sapienza ironica e sensuale del canto popolare per dare conto della durezza di una città dove gli esseri umani si trasformano in automobili, dove la Giulia di Fornovo inventata da Giovanna Marini sulla riva del mare del Salento antico finisce a ballare nella luce impolverata dei fari dei camionisti, forse santa e forse no.
    Alessandro Portelli
  • Montesole
    Interprete: P.G.R.
    Casa discografica: Mercury
    Anno: 2003 - “Montesole” documenta la prima uscita pubblica dei PGR, il gruppo formato dagli ex-CSI Giovanni Lindo Ferretti, Ginevra Di Marco, Giorgio Canali, ianni Maroccolo e Francesco Magnelli. Il disco è la testimonianza della loro stessa nascita con il concerto del 29 giugno 2001 a Monte Sole, in memoria di Don Dossetti. È un bellissimo lavoro, ricco di riletture di brani tra loro diversi. Pezzi come “Madre” (dei CCCP) o “Unità di produzione”, “Cupe vampe” e “Campestre” (dei C.S.I.) sono da brividi. Il concerto intero si sviluppa come un'unica suite e già si ritrovano accenni del percorso “elettronico” che sta caratterizzando il gruppo. Un'avvertenza per gli ascoltatori: due canzoni "P.C. (Popular correct)" e "1/365" non appartengono al programma della serata di Monte Sole, ma sono presi da alcune sedute di registrazione.
  • Senza peso
    Interprete: Marlene Kuntz
    Casa discografica: Virgin
    Anno: 2003 - I fans della prima ora, abituati a una certa ruvidezza, non saranno forse d'accordo, ma questo è l'album che consacra i Marlene Kuntz tra le migliori rockband italiane. Grazie alla produzione di Rob Ellis e Head, il disco suona perfetto: non c'è neinte di troppo, nemmeno un suono. Forse è troppo perfetto per chi era abituato ai passaggi sporchi dei primi dischi. La band è cresciuta e ha fatto tanta strada ma non è poi così lontana dall´esordio di "Catartica". Nella musica niente è mai come sembra e talvolta capita di sbagliare, tuttavia "Senza peso" potrebbe davvero essere il disco della loro definitiva consacrazione.

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