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Direttore Mauro Gemma |
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Afghanistan: una guerra politica ormai persa da tempo  |
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di Francesco Francescaglia, responsabile esteri PdCI |
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È tempo che la sinistra, i comunisti e i movimenti diano vita ad una grande mobilitazione per la pace e il ritiro dei soldati italiani. |
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Non c’era bisogno di leggere i 91.731 documenti riservati del Pentagono messi on-line dal sito WikiLeaks per conoscere l’orrore della guerra in Afghanistan, per sapere dei crimini di guerra commessi e scoprire il doppio gioco del Pakistan - colluso con i talebani e alleato degli Usa. Ora, però, ci sono le prove nei documenti ufficiali americani. E non è un particolare di poco conto. Perché certifica ciò che tutti sapevamo. Quei documenti, però, nel raccontarci la guerra con il linguaggio freddo della burocrazia dei dispacci segreti, dipingono una situazione insostenibile per le truppe della coalizione occupante. E ci restituiscono una verità che nessuno dei leader occidentali ha il coraggio di ammettere: la guerra in Afghanistan è ormai persa da tempo. Leggi tutto |
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Durante la festa nazionale de l'Ernesto che si terrà a Bologna dal 26 al 29 agosto saranno disponibili per l'acquisto numerose copie della rivista. Per maggiori informazioni cliccare sul banner in alto. |
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Si è svolto il 17 e 18 luglio il Comitato Politico Nazionale del Prc. In un clima non di particolare entusiasmo, la discussione si è subito concentrata sulla proposta, contenuta nel documento della segreteria, della costruzione di una nuova grande area di maggioranza del partito, capace di superare le aree oggi presenti. Intento assolutamente nobile, anche se certamente non risolvibile con un voto su un documento. Ma alcuni nodi rimangono ancora irrisolti. Leggi tutto
Le compagne e i compagni che fanno riferimento all’area politico-culturale de l’Ernesto hanno presentato e proposto il seguente documento, che vi invitiamo a consultare: |
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"Tra la crisi del governo Berlusconi e la crisi del modello di sviluppo italiano l’esigenza di un partito comunista di lotta, di quadri e di massa"
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Un istruttivo viaggio in Cina Riflessioni di un filosofo |
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di Domenico Losurdo |
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Dal 3 al 16 luglio ho avuto il privilegio di visitare alcune città e realtà della Cina, nell’ambito di una delegazione invitata dal Partito comunista cinese, della quale facevano parte altresì esponenti dei partiti comunisti del Portogallo, della Grecia e della Francia e della Linke tedesca; per l’Italia, oltre al sottoscritto, hanno partecipato al viaggio Vladimiro Giacché e Francesco Maringiò. Il testo che segue non è un diario o una cronaca; si tratta di riflessioni stimolate da un’esperienza straordinaria.
1. La prima cosa che colpisce nel corso del colloquio con gli esponenti del Partito comunista cinese e con i dirigenti delle fabbriche, delle scuole e dei quartieri visitati è l’accento autocritico, anzi la passione autocritica di cui danno prova i nostri interlocutori. Su questo punto, netta è la rottura con la tradizione del socialismo reale. I comunisti cinesi non si stancano di sottolineare che lungo è il cammino da percorrere e numerosi e giganteschi sono i problemi da risolvere e le sfide da affrontare, e che comunque il loro paese è ancora parte integrante del Terzo Mondo. Per la verità, nel corso del nostro viaggio il Terzo Mondo non l’abbiamo mai incontrato. Leggi tutto |
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“Partito comunista cinese: quasi 78 milioni di iscritti”  |
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redazione de lacinarossa.net |
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Il compagno Wang Qinfeng, responsabile dell’Ufficio Organizzativo del Partito Comunista Cinese (PCC), ha annunciato il 29 giugno che il partito ha raggiunto un numero di iscritti, pari a quasi 78 milioni: 77.900.000, per l’esattezza. Nel solo 2009 ben venti milioni di cittadini cinesi hanno manifestato la volontà di aderire al partito, e tra di essi sono stati reclutati due milioni di nuovi iscritti: tenendo conto anche degli aderenti alla gioventù comunista cinese, si arriva ormai alla cifra approssimativa di centocinquanta milioni di cinesi che hanno aderito, anche sul piano organizzativo, alla causa e agli ideali del socialismo e del marxismo. Va anche notato che, sul totale di quasi 78 milioni di iscritti al PCC, circa 18,5 milioni (pari a quasi un quarto) sono giovani e di un’età inferiore ai 35 anni, mentre le cellule di azienda del PCC risultano ramificate e strutturate in ben 640.000 imprese del gigantesco paese asiatico, delle quali 438.000 sono di proprietà privata, autoctona o multinazionale. Leggi tutto |
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Base militare israeliana in Arabia Saudita! |
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di Marco Zoboli |
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Dopo che nei giorni scorsi il principe saudita Mohamed Ben Nawaf ha smentito le informazioni del Times di Londra in relazione al corridoio aereo che i sauditi avrebbero concesso per l’attacco preventivo all’Iran, vari quotidiani e siti arabi sostengono che nella località di Tabuk sono iniziati i lavori per la prima installazione militare israeliana in territorio saudita, a riddosso del confine con la Giordania. La base sarebbe diretta per un’appoggio logistico alle truppe aviotrasportate israeliane e rappresenta un manifesto segnale di appoggio alla politica sionista e dell’imperialismo statunitense. Leggi tutto |
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Obama |
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di Henrique Custódio |
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Avante ha dato notizia del caso tre settimane fa con il titolo “Jackpot nel sottosuolo afgano”, negli USA il fatto ha solo interessato programmi umoristici come il Daily Show di John Steward, mentre in Europa nessuno è sembrato essere disturbato dalla cosa.
Di che cosa si tratta: gli USA hanno confermato di sapere già da due anni e mezzo che il sottosuolo afgano contiene gigantesche quantità di ferro, cobalto, rame, oro e soprattutto litio, un minerale fondamentale nella produzione di batterie per telefoni mobili e computer portatili. Un rapporto del Pentagono afferma addirittura che il paese è “l’Arabia Saudita del litio”, poiché i suoi giacimenti potrebbero superare quelli conosciuti in Bolivia, il maggior produttore mondiale di questo elemento strategico.
La Casa Bianca sta manovrando per garantire che così importanti risorse naturali non siano sfruttate da compagnie di altre potenze economiche, in particolare della Cina, dal momento che imprese multinazionali stanno già “lavorando” con le autorità fantoccio afgane e con funzionari nordamericani per elaborare un progetto di concorso internazionale che sbocchi nella concessione di questo vero e proprio jackpot di risorse naturali. Si comprende ancora meglio perché l’attuale presidente nordamericano, Barack Obama, abbia tassativamente promesso nella sua campagna elettorale che gli USA “rafforzeranno la loro lotta al terrorismo in Afghanistan”: l’uomo già sapeva certamente – dalle prospezioni minerarie – ciò che il grande capitale nordamericano pretendeva da quella regione, concretamente. Leggi tutto |
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Minacce e preparativi per un attacco contro l’Iran |
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di Conn Hallinan |
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La scalata nella retorica e l’ammassarsi di armamenti stanno conducendo alla guerra Sembrano aumentare le dichiarazioni demenziali sul Medio Oriente, accompagnate da dispiegamenti militari alquanto sinistri. Cominciamo con un elenco di dichiarazioni agghiaccianti: La prima della lista è di Shabtai Shavit, ex capo del Mossad, l’agenzia di spionaggio israeliana, che, il 21 giugno, parlando all’università Bar Ilan di Tel Aviv sulle ragioni per cui Israele dovrebbe lanciare un attacco preventivo contro l’Iran, ha detto: “Sono dell’opinione che, poiché siamo in stato di guerra continua, poiché la minaccia è permanente, poiché l’intenzione del nemico in questo caso è quella di annientare, la dottrina corretta è quella della prevenzione e non delle rappresaglie”. Leggi tutto |
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Documento fondativo dell'area programmatica "La CGIL che vogliamo" |
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La CGIL deve affrontare una fase di straordinaria gravità sul piano economico, produttivo, politico e sociale. E’ il modello economico neoliberista che,accentuando le disuguaglianze e svalorizzando il lavoro, porta in pieno la responsabilità dell’esplodere devastante della crisi finanziaria ed è a questo modello che occorre contrapporre una strutturata alternativa. I rimedi fin qui adottati dai Governi di tutto il mondo non hanno né aggredito in profondità le cause né tanto meno impostato una radicale trasformazione di equilibri e assetti sociali:i reiterati fallimenti dei vertici internazionali continuano a registrare difformità profonde su come equilibrare politiche di bilancio e sviluppo, su quali nuove regole dettare ai mercati. Servirebbe,invece, la definizione di un nuovo ordine mondiale fondato sulla riforma delle grandi istituzioni finanziarie, sulla definizione di regole dei mercati globali,per realizzare uno sviluppo sostenibile...Leggi tutto |
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L'arrivo della Fiat a Kragujevac ha portato all'aumento della disoccupazione e salari sempre più bassi  |
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di Rajka Veljovic |
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La lettera di una sindacalista della Zastava |
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Cari amici, care amiche vi scrivo a nome del Sindacato Samostalni della Zastava e dei tanti lavoratori i cui figli sono stati aiutati da voi dal 1999, quando i nostri reparti furono rasi al suolo dalla NATO e quando partirono i progetti di solidarieta. Aderirono parecchie associazioni, sindacati, adottanti singoli, tra i quali molti da Torino. Noi del Sindacato siamo stati punto di riferimento e garanti del progetto delle adozioni a distanza, le consegne degli aiuti sono state sempre state organizzate in modo diretto (dai rappresentanti italiani alle famiglie) in pubblico e con la massima trasparenza. Siamo convinti che grazie alle modalita’ di gestione del progetto, siamo riusciti a mantenerlo in piedi. Sono passati dieci anni, l’economia del nostro Paese non si e’ ripresa dopo i bombardamenti della NATO (ricordiamo anche l’embargo precedente), e i vostri rappresentanti che sono venuti a trovarci periodicamente lo hanno potuto verificare di persona. Leggi tutto |
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Gli effetti (tossici e cancerogeni) delle nuove armi utilizzate dall'esercito israeliano a Gaza |
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di Domenico Lombardini per l'Ernesto Online |
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Gli effetti immediati di una guerra, a prescindere dall'oggettività delle fonti giornalistiche in loco e dalla reale possibilità che queste hanno di riferire sugli eventi bellici, sono spesso riportati in termini ponderali, quindi misurabili: numero di morti e di feriti, danni agli edifici e alle infrastrutture, ecc. Un simile approccio è ben più problematico, invece, quando gli effetti sotto studio sono quelli a lungo termine sulla salute dei sopravvissuti. Questo è in gran parte dovuto alla difficoltà intrinseca di studi condotti sul posto, che sono invìsi alle forze occupanti, e alla natura stessa di questi studi, i quali necessitano di lunghi periodi di follow-up, un numero elevato di campioni, personale altamente specializzato per la raccolta dei dati ecc. Un gruppo di ricercatori italiani ed esteri ha appena pubblicato su una rivista scientifica internazionale i risultati di una ricerca, del tutto inedita come approccio e sui generis, sugli effetti delle nuove armi usate dall’esercito israeliano a Gaza nelle operazioni militari del 2006 e 2009, e i dati che ne derivano sono allarmanti. Leggi tutto |
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Striscia di Gaza: il destino di una popolazione sotto assedio destinata a vivere in una terra contaminata |
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Rapporto sulla contaminazione del suolo a Gaza |
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Gli Stati Uniti ribadiscono il loro appoggio ad Israele di fronte alla Comunità Internazionale |
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TeleSUR - Tercera Informacion |
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Un commento di parte venezuelana ai risultati del recente incontro tra Obama e Netanyahu: Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama ha assicurato il 6 luglio, dopo una riunione con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che le relazioni con Israele sono “indistruttibili”, nonostante l’attacco militare compiuto da questo paese contro la flottiglia umanitaria lo scorso mese di maggio, durante il quale sono morti nove attivisti turchi, un’azione che è stata riprovata dalla comunità internazionale. Leggi tutto |
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Il Partito Comunista di Turchia e la situazione nel Kurdistan  |
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Avante |
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“Una questione di uguaglianza, giustizia e libertà” |
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“La questione curda non può essere risolta dal Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AKP)”, le cui politiche “hanno aumentato le disuguaglianze, hanno liquidato il sentimento di giustizia e le prospettive di libertà”, è la posizione del Partito Comunista di Turchia (TKP). Il governo “impone la sua volontà sulla base della sottomissione del popolo”, e la questione curda “non può essere risolta senza la partecipazione delle masse” nella lotta per una società più giusta, afferma il TKP.
“Le disuguaglianze, l’ingiustizia e la repressione del popolo turco” sono gemelle “delle politiche negazioniste attuate contro i curdi nel corso di decenni”, sottolineano i comunisti in un comunicato diffuso dal loro Comitato Centrale.
In tale contesto, per il Partito Comunista la soluzione della questione curda non si otterrà per via militare – sostenuta da USA e Unione Europea -, con lo stabilimento di rapporti con l’amministrazione del Kurdistan iracheno o con l’istigazione all’odio tra comunità, ma attraverso l’affermazione dell’unità tra turchi e curdi in difesa dell’uguaglianza e della giustizia, con la costruzione di un’alternativa di sinistra antimperialista. Leggi tutto |
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In Romania rinasce il Partito Comunista |
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Avante |
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Il nuovo Partito Comunista Romeno (PCR) ha celebrato, sabato 3 luglio, a Bucarest, il suo congresso di fondazione, che ha riunito più di 400 delegati e invitati. Il nuovo PCR, sebbene riprenda la denominazione del precedente partito comunista romeno, nasce dal mutamento del nome del già esistente Partito dell’Alleanza Socialista (nella Sinistra Europea, ndt), che non dispone di rappresentanza parlamentare. Il suo leader, Constanti Rotaru, ha fatto un bilancio dei 20 anni trascorsi dal colpo di Stato del dicembre 1989, che ha rovesciato il regime socialista, rilevando che la restaurazione del capitalismo ha provocato un autentico “genocidio sociale”. In memoria delle vittime del capitalismo nel paese, il congresso ha osservato un minuto di silenzio. Rotaru ha parlato del saccheggio dei servizi e delle imprese pubbliche e della distruzione generalizzata dell’apparato produttivo, che ha ridotto la popolazione alla miseria, costringendo milioni di romeni ad abbandonare il paese in cerca di lavoro. Leggi tutto |
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Cuba, Venezuela ed Ecuador: rafforzano l’integrazione commerciale col Sucre |
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di Marco Zoboli |
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Il Sistema Unitario di Compensazione Regionale (Sucre) è uno strumento nato all’insegna dell’emancipazione economica che annovera nei suoi obiettivi lo sganciamento dalla dipendenza del dollaro come valuta di transazione e di riserva. Questa valuta, inizialmente telematica e presente negli interscambi dei paesi Alba sottoforma fiduciaria, rappresenta uno strumento formidabile e poco vulnerabile agli impatti della volubilità finanziaria dell’attuale assetto economico finanziario latinoamericano, dove le deboli divise nazionali sono soggette a improvvisi cataclismi e alla mercè di attacchi speculativi come la recente storia ci ricorda. Il Sucre è uno strumento affidabile, che nasce con l’obiettivo di corrispondere alle necessità dei paesi che lo adottano indipendentemente dal lor ruolo di import o export. E la sua stessa natura è il miglior anticorpo verso le contraddizioni speculative proprie delle divise di riferimento dei mercati capitalistici. Leggi tutto |
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